Perché andare in Polonia
Un pellegrinaggio in Polonia rappresenta un’occasione preziosa per
conoscere un Paese dalla peculiare (se non unica) storia cattolica.
Un Paese che ha dato al mondo figure di santità
straordinarie quali, tra gli altri, suor Faustina Kowalska,
padre Massimiliano Kolbe e don Jerzy Popieluszko. A differenza
della vicina Germania (in prevalenza protestante) e della confinante
Russia (di confessione ortodossa), la Polonia è da lungo tempo un
Paese profondamente cattolico, con oltre il 90% dei cittadini
battezzati. Una terra che, non a caso, è nota in tutto il mondo per
il santuario mariano di Czestochowa e per il suo figlio più
significativo: San Giovanni Paolo II, indubbiamente uno dei Papi
più amati del XX secolo.
Papa Wojtyla e la Polonia
È grazie a Karol Wojtyla se la Polonia in anni recenti è salita agli
onori della cronaca mondiale: non è un caso, fra l’altro, che nell’arco
di pochi decenni, il Paese sia stato scelto come sede per la Giornata
mondiale della gioventù (1991 e 2016), la prima volta su decisione
di Giovanni Paolo II, la seconda in sua memoria.
Eletto Papa nell’ottobre 1978, nel giugno dell’anno successivo era
tornato come “figlio di quella terra”: dieci milioni di polacchi di ogni
estrazione sociale (operai, minatori, studenti, intellettuali, contadini,
religiosi…) accorsero ad ascoltarlo, anche a costo di lunghe ore di
cammino a piedi, a Varsavia, a Czestochowa, a Wadowice, ad
Auschwitz e a Cracovia. Quel viaggio, di fatto, ha segnato l’inizio
del crollo del sistema di potere di stampo comunista: nell’agosto
1980 a Danzica nascerà Solidarnosc, il primo sindacato libero in un
paese del blocco sovietico; nove anni dopo, il 4 giugno 1989, si
terranno le prime elezioni libere che assegneranno ai candidati di
Solidarnosc il 90% dei voti e porteranno il cattolico Tadeusz
Mazowiecki ad assumere la guida del governo polacco.
Durante il suo lungo pontificato, Wojtyla tornerà in Polonia altre
volte, contribuendo in maniera determinante a far conoscere al
mondo non solo la storia di fede del Paese, ma anche la
profonda spiritualità polacca. Uno dei segni che oggi rimangono di
quest’eredità è la figura di suor Faustina Kowalska che, in quanto
apostola della “Divina misericordia”, è stata canonizzata proprio da
san Giovanni Paolo II e additata a modello per la Chiesa
universale.
La devozione a Maria
Nel popolo polacco è particolarmente viva la devozione mariana,
che trova la sua massima espressione nell’immagine della Madonna
Nera di Jasna Gora. Il quadro, in origine un’icona bizantina, è
dipinto su una tavola di legno e raffigura il busto della Vergine con
Gesù in braccio. I due volti hanno un’espressione seria e insieme
dolce; la guancia destra della Madonna è segnata da due sfregi
paralleli e da un terzo che li attraversa. La fama del santuario è
cresciuta col tempo, al punto che, accanto alla chiesa originaria, fin
dalla seconda metà del secolo XV venne decisa la costruzione di una
chiesa gotica a tre ampie navate. Nel 1717 il quadro miracoloso
della Madonna di Jasna Góra fu incoronato col diadema papale. Col
tempo, il culto della Madonna Nera si è esteso in tutto il mondo,
tanto che – a partire dal secolo scorso – numerose chiese sono state a
lei dedicate. Il santuario di Czestochowa nel corso degli anni è
divenuto mèta costante di pellegrinaggi, uno dei principali luoghi di
devozione mariana al mondo.
ancora oggi conosce una forte incisività.
La proposta di Pellegrini nel Mondo
Le tappe che suggeriamo del pellegrinaggio nella terra di Karol
Wojtyla rappresentano i luoghi più importanti del cristianesimo in
Polonia, oltre che quelli più significativi della vita di Giovanni
Paolo II: Wadowice il suo paese natale, il santuario di Jasna Gora a
Czestochowa, dove egli si recava spesso durante la giovinezza, la
città di Cracovia, dove fu vescovo per molti anni e il Santuario
della Divina Misericordia da lui fortemente voluto. Completano il
pellegrinaggio la visita al lager di Oswiecim-Auschwitz e la tappa
di Wielicza, famosa per le sue miniere di salgemma.

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LA STORIA DI Santa Maria Faustina Kowalska Vergine

5 ottobre

Glogowiec, Polonia, 25 agosto 1905 - Cracovia, Polonia, 5 ottobre 1938

 

Una suora che parla della misericordia divina e del dovere nostro di “usare misericordia”. Dov’è la novità? All’insegna della Misericordia è nato un gran numero di comunità, istituzioni, gruppi, in ogni tempo. Sì, ma suor Faustina Kowalska, sotto questa insegna, fa nascere un grandioso movimento spirituale proprio tra i due momenti meno misericordiosi della storia: le guerre mondiali. 
Nata in un villaggio polacco e battezzata col nome di Elena, è la terza dei 10 figli di Marianna e Stanislao Kowalski. Che sono contadini poveri, nella Polonia divisa tra gli imperi russo, tedesco e austriaco. Lei fa tre anni di scuola, poi va a servizio. Pensava di farsi suora già da piccola, ma realizza il progetto solo nell’agosto 1925: a Varsavia – ora capitale della Polonia indipendente – entra nella comunità della Vergine della Misericordia, prendendo i nomi di Maria Faustina. E fa la cuoca, la giardiniera, la portinaia, passando poi per varie case della Congregazione (tra cui, quelle di Varsavia, Vilnius e Cracovia). Ma al tempo stesso è destinataria di visioni e rivelazioni che i suoi confessori le suggeriscono di annotare in un diario (poi tradotto e pubblicato in molte lingue). E tuttavia non crede che questi fatti straordinari siano un marchio di santità. Lei scrive che alla perfezione si arriva attraverso l’unione intima dell’anima con Dio, non per mezzo di “grazie, rivelazioni, estasi”. Queste sono piuttosto veicoli dell’invito divino a lei, perché richiami l’attenzione su ciò che è stato già detto, ossia sui testi della Scrittura che parlano della misericordia divina e poi perché stimoli fra i credenti la fiducia nel Signore (espressa con la formula: Gesù, confido in te) e la volontà di farsi personalmente misericordiosi. 
Muore a 33 anni in Cracovia. Beatificata nel 1993, è proclamata santa nel 2000 da Giovanni Paolo II. Le reliquie si trovano a Cracovia-Lagiewniki, nel santuario della Divina Misericordia.

 

Etimologia: Faustina (come Fausta) = propizia, favorevole, dal latino

Martirologio Romano: A Cracovia in Polonia, santa Maria Faustina (Elena) Kowalska, vergine delle Suore della Beata Maria Vergine della Misericordia, che si adoperò molto per manifestare il mistero della divina misericordia. 

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